Ad ognuna il proprio jeans

Clikka play. ^_^

Non so voi, ma io in armadio ho un sacco di jeans. Anzi si lo so… li avete anche voi ne sono certa.

Ne abbiamo tanti, troppi… si perchè se ci pensiamo probabilmente ne usiamo forse 2/3 e ancora più probabilmente ne abbiamo uno che usiamo sempre, quello che ci sta perfettamente, quasi da sembrare fatto apposta per noi.

Ecco beh, io penso che le storie d’amore siano esattamente così… come i jeans. Ne accumuliamo e accumuliamo, e sono tutte la in un armadio, alcuni li abbiamo usati tanto ma non ci stanno più bene, altri che non sappiamo nemmeno perchè li abbiamo comprati e poi c’è lui, quel modello perfetto, che ci fa sentire a nostro agio e quindi belle.

Ieri ero al parco e stavo spingendo l’altalena. Era forse la prima giornata veramente calda di questa primavera e quindi il parco era pieno di mamme, papà e bimbi.

Spingevo svogliatamente l’altalena e mi guardavo intorno. Mi è sempre piaciuto farlo, guardare le persone, con discrezione. Osservare lo svolgersi di altre vite diverse, ma che in un preciso momento s’incrociano con la mia per un po’.

L’altalena a fianco alla mia era spinta, forse ancora più svogliatamente di me, da una di quelle tante mamme. Dopo un paio di spinte parallele alle nostre è arrivato un ragazzo, che a prima vista sembrava molto giovane, ma poi ho capito essere il padre della bimba.

Un secco e più svogliato delle spinte all’altalena ‘Ciao‘ della mamma, mi ha fatto destare l’attenzione verso di loro.

Non aveva nemmeno ancora posato la bicicletta, ne tantomeno tolto la giacca che

+”Beh potresti spingerla un po’ tu ora”.

-”Mangio e la spingo.’

+”Sono in piedi dalle 5 di stamattina io. E tu ancora devi mangiare? Farà anche schifo ormai quella roba..sempre che si possa ancora mangiare.”

Si è seduto a mangiare, quello che al 90% era il suo pranzo e che avrebbe forse dovuto mangiare 3 ore prima. Che avesse appena finito di lavorare lo si poteva capire anche dall’entusiasmo con il quale, appena arrivato le avesse raccontato di un qualcosa che aveva fatto quel giorno e che dal tono usato, doveva avere una notevole importanza per lui.

Non per lei però.

Lui ci riprova comunque.

-”Caldo oggi…”

+”Per forza guarda come sei vestito. Ti pare…  E anche a lei, mettile solo la felpa, non puoi vestirla cosi.”

Finito il suo pranzo si è alzato per andare ad adempiere al suo turno di spinta dell’altalena.

Potrei raccontarvi di quella mezz’ora di dialogo al quale ho assistito. Ma credo di potervela racchiudere con un’immagine.

Provare ad uscirne.

Vivo.

Solo che non c’era un’uscita.

E quindi ho iniziato a pensare… ma siamo davvero tutte cosi, noi donne? Come fa a non rendersene conto lei? O forse nessuna di noi se ne rende conto quando è dentro…

Io non voglio diventare così. Non voglio nemmeno che il mio rapporto sia così. Cosa ci spinge a comportarci cosi…?

Forse come vi dicevo, sta tutto nel trovare il paio di jeans perfetto.

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