Referendum for Dummies

Sabato 4 Dicembre ci sarà il Referendum Costituzionale.

Poche persone sanno davvero questo cosa significa.

Qualcuno sa che si andrà a votare una riforma.

Tutti sanno che dovranno decidere per il SI o per il NO.

Si ok. Ma SI o NO cosa?

Io l’ultima volta che ho votato per un SI o NO, ero alle elementari. E la proposta veniva dal banco dietro il mio. Per non parlare dell’ultima volta che ho aperto un libro di Diritto Costituzionale, cioè mai.

Ecco beh, una volta, quando si era ‘chiamati alle urne’ (come dicono al Tg), io ovviamente andavo a votare, però, mettiamola così.. mi lasciavo cullare parecchio dal fatto che fossi giovane e soprattutto che fosse comprensibile non sapere veramente per cosa si votava ‘Che tanto avevo tempo, da adulta avrei sicuramente capito’. Come se le ‘cose da grandi’ ancora non dovessero riguardarmi. E allora mi affidavo al giudizio di mio padre.

Non benissimo, lo so. Non giudicatemi.

Col tempo sono cresciuta e riflettendo sul fatto che, se a 18 anni avevo acquisito il diritto al voto, forse un motivo c’era, ho cominciato a dargli anche un peso.

Quindi, non dico che ho iniziato a capirci qualcosa, ma quantomeno ho iniziato a informarmi. A volte però davvero, avrei solamente voluto spegnere il pc e mettermi a sbattere la testa sul muro.

Il punto è che la politica, vista da vicino, è una gran rottura di coglioni. Non per tutti s’intende. C’è gente a cui (al netto del beneficio sociale che se ne può trarre conoscendola) l’argomento appassiona molto.

Certo al mondo c’è anche gente alla quale piace farsi frustare però, quindi si insomma…

Ma tant’è.. tornando a noi, diciamo che l’ignoranza, soprattutto dopo una certa età e soprattutto nel 2016, non è altro che una colpa.

Questo vale per tutto, in generale nella vita.

Soprattutto in un paese come il nostro, dove le chiacchiere da bar sono il pane quotidiano e ogni giorno dopo aver dedicato almeno una bestemmia all’Inter, ne arriva sempre una alla ‘politica’. Sempre molto sul vago.

Ebbene lamentarsi va benissimo, (sono donna, quindi capisco perfettamente questa necessità), lamentarsi senza far nulla per migliorare invece, ecco quello no.

Detto questo.

Domenica si dovrà votare per un Referendum Costituzionale. Ovvero si approverà o meno qualcosa che modificherà la nostra Costituzione.

Costituzione intesa come legge fondamentale dello Stato, non come cosa da incolpare quando ingrassiamo.

Il Governo Renzi l’ha un po’ modificata, il Parlamento l’ha approvata, ma mo’ tocca a noi deciderne la sorte. Essendo la nostra una Democrazia.

Lunga pausa scenica..

Ma vabbè.

Noi insomma andremo a votare e ci troveremo davanti questo:

«Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

Ecco onde evitare di fare dentro l’urna quello che ho fatto io la prima volta che l’ho letto e cioè un grossissima risata, seguito da un ‘Se vabbè ciao!! E poi cosa stracazzo è il CNEL?’, provo ora a spiegarvi a modo mio quello che poi ho forse capito dei punti fondamentali.

Allora momento, na cosa alla volta.

  1. SUPERAMENTO BICAMERALISMO PARITARIO. Beh che il Parlamento sia diviso in Camera e Senato, do per scontato che lo sappiate anche solo per il fatto state leggendo quello che sto scrivendo e quindi almeno la terza elementare dovreste averla. Ecco l’idea sarebbe intanto diminuire il numero dei senatori da 315 a 100. (…fate du conti).  Non solo, oltre a diminuirne il numero, diminuirne anche le funzioni. Tipo che alcune leggi verranno comunque discusse e votate sia da Camera che da Senato. Altre invece solo dalla Camera, con riserva però per il Senato di dire ‘No guardate a me sta legge fa cacare, la modificherei cosi.’  E con riserva per la Camera, che potrà fare spallucce e andare direttamente alla votazione finale.                                                                                  Un po’ come quando siamo col fidanzato e dobbiamo scegliere dove andare a mangiare, noi proponiamo, lui storce il naso facendo una controproposta, facciamo finta di pensarci, cerchiamo un compromesso ma alla fine sappiamo già che andremo a mangiare nel primo posto da noi proposto.
  2.  RIDUZIONE E CONTENIMENTO COSTI DELLE ISTITUZIONI: Come dicevo poco fa; da 315 si passerà a 100 senatori. Circa 500milioni di euro in meno quindi. SOSSOLDI EH. In ogni caso, di quei 100 che sopravvivranno. 74 saranno nominati tra i consiglieri regionali e 21 scelti sempre dai Consigli Regionali ma fra i Sindaci. Uno per regione, tranne per il Trentino che ne avrà due perché loro so’ più fighi.  Però 74+21 fa 95.  Non vi sfugge nulla eh. Ebbene gli altri 5 che mancano verranno scelti stile Hunger Games dal Presidente della Repubblica. l capo dello Stato invecee sarà eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori. Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende ai tre quinti mentre dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti e tutti a nanna che s’è fatta na certa.
  3. SOPPRESSIONE DEL CNEL.  Eh. CNEL: per gli amici detto anche Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Ente più inutile del biondo degli 883. O anche  di Victoria delle Spice, ma almeno lei era figa. Comunque fu creato più di 60 anni fa e sarebbe dovuto servire per dare al Governo eventuale consulenza su argomenti di natura economica e sociale. Ah. Un po’ come se io, quando scrivo, pagassi qualcuno per potergli chiedere:
    • – ‘Oh ma secondo te ‘Ciao’ si scrive con o senza accento?’
    • + ‘Guarda controllo su google e ti rispondo!’. ‘Senza accento!’
    • – ‘Perfetto, grazie mille, to’ prendi sti 20 milioni di euro,. Te li sei guadagnati.’
  1. REVISIONE DEL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE. Che alla Fiera dell’Est mio padre compro.  Allora intanto dovete sapere che la nostra Costituzione è formata da blablablabla… ve lo risparmio. Il punto è che il Titolo V sono gli art. dal 114 al 133, quelli che regolano le autonomie delle Regioni e degli Enti locali. In sostanza verranno ridefinite le competenze delle Regioni e dello Stato. Che sono tante e non c’ho voglia di scriverle. Diciamo però che con la Riforma, lo Stato si riserva abbastanza molto potere decisionale. Vi ricordate la storia di prima della fidanzata.. ecco.

Ora. Prendete quello che ho scritto come una semplicissima panoramica, vista da lontano e con degli occhiali sporchi.

Questo per dire che la cosa, per noi comuni mortali, è molto piu complessa di così. Ci sono molti piu punti. Ma un asino non può farsi spiegare il referendum da una capra.

Serviva solo per dirvi che non siamo soli. Anzi.

Però dai oggi è giovedì, avete tempo fino a Domenica per ‘diventare adulti’.

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Un pensiero su “Referendum for Dummies

  1. Bene, vedo che non sono l’unica a sentirsi confusa nonostante i milioni di dibattiti e approfondimenti televisivi che ho cercato di seguire. Per dire, ieri sera ho visto “Si o no” diretto da Mentana, e il momento che più mi ha fatto riflettere è stato quando Renzi se n’è uscito con “…ma non mi soffermo su questo, non vorrei addormentare ulteriormente i telespettatori” e Enrico ha sagacemente risposto “Non si preoccupi, dopo di lei c’è Berlusconi” XD

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