Storia di una mente malata

Rietri la sera tardi.

Percorri il vialetto di casa.. completamente al buio, perchè i tuoi stanno iniziando a mandarti messaggi subliminali per farti andare fuori dalle palle e spegnere la luce sapendo che sei ancora fuori è uno di questi.

Ma tu non c’hai na lira e quindi il buio non ti spaventa…

Finché non senti un rumore.

Ti fermi.. più nulla.

Boh vabbe.. Continui a camminare.

Lo senti di nuovo.

E’ più vicino ora, ma non capisci bene sembra tipo il suono di un carillon.

Poi silenzio.

Il cuore nel frattempo ti è già arrivato ad altezza clavicola, la porta di casa invece sembra sempre più lontana.

Beh non hai molte alternative e se è opera dei tuoi anche questo allora sto giro stanno un po’ esagerando.

Ricomincia a camminare.. 3 passi e ancora.

Ma stavolta dura meno, ed è un suono distorto, come quando stanno per scaricarsi le batterie.

Hai visto fin troppi film dell’orrore per sapere che il suono di un carillon che si sta scaricando è presagio di morte.. E poi arriva dalla parte più buia del giardino. COL CAZZO CHE VADO A VEDERE.

Gli ultimi tre passi fino alla porta li fai alla stessa velocità con la quale si facevano gli ultimi giocando a ‘Un due tre..STELLA’.

Entri e basta ormai sembra fatta.

Ovviamente a fatica ti addormenti e sempre ovviamente fai dei sogni demmerda.

Tuo nonno che vestito da pagliaccio ti chiede se vuoi una barchetta fatta di carta. ANCHE NO GRAZIE NONNO!

La mattina ti svegli e ormai nemmeno ti ricordi di ieri sera.

Esci per andare al lavoro e ANCORA QUEL SUONO!

Eh no stavolta vuoi capire cos’è… Della serie ”Alla luce del sole semo boni tutti”.

Fai un giro del giardino, seguendo con l’orecchio quel suono, sperando che nessun vicino stia seguendo la scena.

E’ sempre più vicino e sempre piu distorto.

Ad un certo punto devi averlo vicino per forza.

Abbassi la testa ed ECCOLO.

LA STRACAZZO DI FATTORIA CANTERINA CHE MIO NIPOTE SI E’ DIMENTICATO SOTTO L’ACQUA PER UNA SETTIMANA.

Ti allontani con nonchalance.

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