Uno su centomila

Lettera di Rossano Bella

Lettera/testamento scritta ai suoi familiari da Rossano Bella il 2 ottobre 1989, sette giorni prima di morire a Torino (a 21 anni) per una leucemia.

”Carissimi tutti,

mi dispiace che sia finita così, questa lettera non avrei mai voluto scriverla.
So quello che mi aspetta e perciò voglio dirvi alcune mie volontà che se sarà possibile spero voi attuerete.

Cara Raffaella, mi dispiace che sia toccato a te questo compito ingrato e visto che oltre essere mia cugina sei sempre stata la mia migliore amica vorrei che tu avessi in mio ricordo il mio Kawasaki KIR e se per te troppo grosso vendilo e comprati la moto che vuoi e poi divertiti in mio nome.

Cara Cristina e Matteo a voi che mi avete sempre voluto bene vi lascio il mio pianoforte e l’organo perché insegnate ai vostri figli ad amare la musica come l’amavo io, ed a te Matteo lascio la mia collezione di francobolli e di pietre, visto che sei un collezionista come me. Vorrei lasciare anche un ricordo al mio migliore amico Paolo Carminati, vorrei che avesse la mia collezione di 4 quadri a china, quelli che avrei voluto esporre a ottobre a Villar. Io non ho mai posseduto molto e perciò non posso offrirvi di più che qualche mio piccolo ricordo.

Voglio che tutti i miei soldi compresi i titoli di stato siano usati per le tipizzazioni del midollo osseo, voglio che tutti voi vi interessiate affinché esista anche in Italia una banca dati per poter salvare quei ragazzi come me che stanno soffrendo.

Mamma, papà, io vi ho dato più dolori che gioie, vi voglio bene per quanto avete fatto e per quanto mi siete stati vicino, né voi né io ci meritavamo una cosa simile, so che soffrirete ancora e che tu mamma rileggerai all’infinito questa lettera piangendo, non compatirmi, sono sicuro che lassù starò tanto meglio di come sono stato quaggiù, solo che mi mancherete tanto. A voi non posso che lasciarvi il mio ricordo, però avrei una cosa da chiedervi: voglio un funerale semplice e vorrei essere vestito con il completo di quando si è sposata Cristina, lo voglio anche perché è il vestito che piace di più a Maria e voglio che lei mi ricordi così, come quando andavamo al fortino a ballare.

Maria, amore mio, tu sei l’unica cosa per cui avrei voluto continuare a vivere, io e te saremmo stati felici assieme, quando sarò in paradiso (se ci andrò) non ci troverò niente di nuovo, perché non potrà mai essere bello come i giorni che ho passato con te. Ti ho amato con tutto il mio cuore e ti amerò per sempre. Voglio che tu abbia indietro la mia catenina con la medaglietta che mi regalasti a San Valentino dell’88, tienila sempre con te e che ti porti fortuna, che Dio ti benedica tesoro mio! Io pregherò per te, perché tu possa conoscere un bravo ragazzo che ti meriti per quello che vali e ti possa amare più di quanto avrei fatto io. Voglio che ti faccia felice e che ti dia tutto di sé come avrei fatto io, e che ti dia anche quei bambini che sognavamo di avere quando ci saremmo sposati, amalo e fai la tua vita, io ti sarò vicino. Vorrei che tuo figlio si chiamasse Alessandro, visto che già non potrà portare il mio cognome e vorrei soprattutto che imparasse a suonare il pianoforte, così sarà lui a suonare per te quando in futuro ti porterà in qualche piano bar come il Barbablù, io sarò nelle sue mani e nelle sue dita, così tu mi sentirai ancora. A te vorrei lasciare anche il mio dupplicatore di cassette e tutte le mie cassette che non hai già, così potrai ascoltarti la musica senza il volume che si abbassa automaticamente come invece capita col tuo registratore.

Infine vorrei che tutti i miei parenti, amici e conoscenti, insomma tutti quelli che mi hanno voluto bene e che conoscono la mia storia divenissero donatori di midollo e che facessero un po’ di campagna pubblicitaria in merito. La leucemia è una malattia che entro il 2000 dev’essere debellata affinché per il mondo non si debbano più leggere lettere come questa. In quanto a me vorrei solo che mi ricordaste qualche volta nelle vostre preghiere, e se non avete niente da fare venitemi a trovare al cimitero, sarò sempre lì ad aspettarvi, per amore di Dio non fate che la mia morte non serva a nulla, combattete la leucemia.

Che Dio vi benedica tutti quanti

vostro affezionatissimo

Rossano”

Aveva 21 anni. E non mi sento di aggiungere nient’altro, se non AGITE PRIMA CHE IL DOLORE VI TOCCHI.
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14 pensieri su “Uno su centomila

      1. Non riuscirei a leggere nemmeno la lettera di un giovane che muore per un incidente, un terremoto, un malattia qualsiasi. Il problema non è se io sia iscritta o no, ma quanto mi dispiace. Un dispiacere forte che non c’entra nulla con quello che faccio o non faccio. Certo, potrei essere iscritta, ma tu non puoi sapere perché non lo sono e per questo non hai elementi per stabilire quale sia la verità…

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      2. Non ho detto questo. Ho solo detto che non sono riuscita a leggerla. Questo non fa di me né una disinteressata né superficiale né una che volta le spalle. O solo riuscire a leggere è sinonimo di comprensione? Ho detto che non sono riuscita a leggerla perché mi fa soffrire, e non perché non mi interessa…

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      3. Fai bene a far conoscere, cercando di emozionare, ma chi legge non deve sentirsi colpevolizzato. Purtroppo di sofferenze ce ne sono innumerevoli, di vario tipo ed ognuno necessariamente deve portare avanti la battaglia per ciò che conosce.
        Chi legge deve sentirsi libero di sentire e agire a modo suo. Deve potersi immedesimare e capire che potrebbe divenire protagonista di quella storia, che nessuno di noi sa come andrà in futuro.
        Non ho letto, perché ho due figli di quell’età, ma non è leggendola che comprenderò cose che già sento.
        Vieni a leggermi, specialmente i pezzi che parlano di me. Porto avanti un discorso che a te magari non interessa perché non ti tocca personalmente o perché il tuo cuore è concentrato su questo. Ma io parlo di me per parlare di altri, per spiegare cose a chi non sa, ma senza credere che la mia battaglia sia più importante di altre… In questo modo lascio a chi legge libertà, coinvolgimento, immedesimazione… e si spera azione

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